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comunicato sindacale

L’8 febbraio la Condé Nast ha licenziato una giornalista, al termine di una serie di tentativi fatti all'interno (e anche fuori) del tavolo sindacale aperto con l’azienda a dicembre, quando aveva avviato la procedura nei suoi confronti.

I giornalisti Condé Nast ritengono inaccettabile il licenziamento di una collega mentre è in atto su tutto il gruppo un contratto di solidarietà difensiva volto proprio a evitare i licenziamenti e a ripartire i sacrifici economici su tutti i giornalisti della casa editrice. Insieme al CDR, alla Federazione Nazionale della Stampa e all'Associazione Lombarda dei giornalisti, la redazione chiede con forza il ritiro di questo licenziamento, che è assolutamente inopportuno anche perché segue una causa vinta dalla collega che contestava all'azienda il demansionamento (la sentenza ha stabilito il riconoscimento del ruolo di caporedattore e non di caporedattore ad personam quale era al momento dell’avvio della procedura di licenziamento). Come già evidenziato da Fnsi e Alg, il licenziamento «è un atto gravissimo, che viola il patto siglato tra le parti, anche a livello nazionale, con il contratto di solidarietà difensiva. La solidarietà difensiva tra l'altro è un ammortizzatore sociale pagato dall'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, cioè dalle tasche di tutti i giornalisti, proprio per evitare i licenziamenti».

I giornalisti Condé Nast hanno indetto due giorni di sciopero (venerdì 10 febbraio e lunedì 13 febbraio) per protestare contro questa decisione dell'azienda e chiedono all'Inpgi e a tutti gli organi competenti di valutare la legittimità del comportamento di Condé Nast. Assieme al sindacato nazionale e territoriale valuteranno inoltre tutte le iniziative possibili per contrastare questa azione unilaterale aziendale.