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Il colore delle metropoli

Continua il successo dei libri da colorare per adulti. Ecco il parere di Steve McDonald, che ci racconta in anteprima la sua raccolta Fantastic Cities.

Sono la moda del momento. I libri da colorare per adulti ultimamente sono le vere star delle librerie. Considerati da molti un passatempo anti-stress, si sono guadagnati un posto di rilievo nell'hobbystica da salotto, accanto ai puzzle e ai cruciverba. Abbiamo chiesto di spiegarci le ragioni di questo successo a Steve McDonald, che il mese prossimo pubblicherà Fantastic Cities (Chronicle Books), una raccolta di disegni di metropoli di tutto il mondo da colorare.

Perché i libri da colorare per adulti sono diventati una moda?

Questi libri offrono un modo facile e distensivo per essere creativi, permettono alle persone di esercitare la propria creatività in un modo divertente e non serioso. A questo devono la loro popolarità. Tra l'altro, nei libri presenti sul mercato ci sono alcuni disegni veramente interessanti, negli ultimi anni la qualità di queste pubblicazioni è enormemente migliorata.

Quali tecniche predilige?

Per portare a termine i miei lavori utilizzo ogni tipo di strumento da disegno. A volte uso l'inchiostro su carta, a volte i pennarelli su cartone, e in altri casi ancora lo stylus su tablet. Sono tutti strumenti differenti tra loro. Molti non saranno in grado di riconoscere le differeze nell'esecuzione, soprattutto quando pubblico i disegni in un formato più piccolo di quello originale.

Ultimamente si era perso il desiderio di coltivare un hobby. Questi libri interpretano la voglia di tornare a inventarsi delle attività per il tempo libero?

Penso che di questi tempi si tendano a dimenticare i passatempi tradizionali e a trascurare la creatività. La musica, la scultura, la scrittura e il disegno comunque non spariranno mai. E' una gran cosa aiutare qualcuno ad essere più creativo e meno stressato proponendogli un libro di disegni da colorare. Magari spingerà qualcuno a realizzare i propri lavori o addirittura a creare i propri libri.

Prima di Fantastic Cities aveva già pubblicato altri libri simili?

Questo è il mio primo libro, eccezion fatta per una auto-pubblicazione con una collezione di miei lavori. Mi è sempre piaciuto disegnare. Per anni ho lavorato come illustratore e il mio lavoro è diventato sempre più ricco di dettagli, con una grande pulizia formale. Fantastic Cities mi è parso un progetto naturale per i miei interessi e il mio approccio verso il disegno. Negli ultimi anni mi sono guadagnato una certa fama per le mie vedute aeree di città e metropoli e volevo riunire questi lavori in una raccolta. E' un modo molto divertente e produttivo per presentare il lavoro in un'edizione accessibile a un vasto pubblico. Spero che la mia passione per l'architettura emerga da questi disegni e che ispiri altri a sviluppare un interesse simile.

Come ha scelto le città presenti in Fantastic Cities?

Non è stato facile scegliere. La mia intenzione era di proporre una gran varietà di luoghi del pianeta, per offrire al lettore un'esperienza di viaggio  rimanendo in poltrona. Naturalmente le città dovevano avere un certo fascino visuale. Questo poteva essere legato alla complessità della città o una particolare architettura. In questo libro non sono riuscito a pubblicare tutti i disegni di città che avevo: ho abbastanza meteriale per farne un altro. Sicuramente nel mondo non mancano soggetti urbani di grande fascino.

Progetti futuri?

Sto lavorando a un nuovo libro – forse potrebbero diventare anche due. Non c'è nulla di definito, ma si dovrebbe chiamare Fantastic Structures e concentrarsi su singoli edifici e strutture, reali e immaginari. Ci dovrebbero essere famosi templi, case, ponti e monumenti, ma anche castelli galleggianti, edifici impossibili e alcune creazioni architettoniche molto divertenti che ho ideato io stesso.