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Due nuove mostre alla Fondazione Prada

Doppio appuntamento alla Fondazione Prada di Milano con i nuovi progetti espositivi di Michael Wang e Pamela Rosenkranz. Sonia S. Braga

Per Michael Wang (New York, 1981) è l'occasione per riflettere sui concetti di estinzione e sopravvivenza davanti alle macro trasformazioni degli ecosistemi, cambiamenti che hanno messo a rischio diverse specie di flora e fauna. Da un progetto che ha impegnato l'artista negli ultimi due anni nasce la mostra "Extinct in the Wild", che presenta nella Galleria Nord della Fondazione Prada esemplari di una natura selvaggia e incontaminata oggi destinati a sopravvivere in ambienti ricreati dall’uomo. Tre grandi strutture in vetro e acciaio, concepite come un'unica grande installazione, riuniscono una ventina di specie in nuovi habitat artificiali: il nome scientifico diventa il titolo dell'opera, l'anno indica l’ultimo avvistamento nell’ambiente d’origine e le categorie tassonomiche della botanica e della zoologia sostituiscono i materiali e la tecnica. Alle pareti, dieci coppie di fotografie scattate dall’artista tra il 2014 e il 2016 completano l’allestimento e documentano le sue ricerche nei territori di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina.

Tra gli esemplari catalogati ci sono una pianta autoctona delle Hawaii impollinata in condizioni estreme nel 2014 sull’isola di Kaua’i, una salamandra acquatica sopravvissuta al drenaggio dei canali aztechi a Città del Messico che da tempo vive solo in cattività, e piante tra le più rare del pianeta, spesso presenti solo in collezioni botaniche o riprodotte in vivaio.

Così Wang ha indagato con l'approccio della Narrative Art la dialettica tra natura, cultura e civiltà, oltre ai temi della sostenibilità ambientale.

Nella Cisterna c’è la nuova installazione della svizzera Pamela Rosenkranz, secondo progetto del ciclo "Slight Agitation", a cura del Thought Council della Fondazione Prada. Si chiama Infection, ed è una gigantesca montagna di sabbia intrisa di feromoni di gatto ricreati in laboratorio. Un'intensa luce verde illumina e scalda il composto chimico: il profumo evapora lentamente e suscita reazioni diverse nei visitatori, per esplorare il modo in cui i processi biologici e fisici possono influenzare il comportamento dell'uomo. Il titolo dell'opera fa riferimento a un parassita attivo a livello neurologico che colpirebbe il 30% della popolazione.

Il suo intervento site-specific, allestito fino al 14 maggio, segue quello di Tobias Putrih: prossimamente arriveranno a Milano le installazioni di Laura Lima (Brasile, 1971) e di Gelitin, collettivo austriaco attivo dal 1993.

 

"Michael Wang. Extinct in the Wild"

Fondazione Prada

Largo Isarco, 2

Milano

fino al 9 aprile

"Slight Agitation 2/4: Pamela Rosenkranz"

Fondazione Prada - Cisterna

fino al 14 maggio