Vanity Fair VF Networks

AD

Art corner Art Corner

Metafore della visione

Contaminazioni estetiche, ritratti d’interni come teatri del possibile: la galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea espone le nuove opere di tre originali interpreti della pittura. Sonia S. Braga

Attraverso la rilettura dei grandi maestri del passato creano un linguaggio visivo originale, fatto di contaminazioni estetiche e attraversato da una surreale teatralità.

Paolo De Biasi e Giuliano Sale espongono i loro nuovi lavori nella doppia personale "Qualcuno, da qualche parte", in programma dal 16 febbraio al 31 marzo negli spazi di Antonio Colombo Arte Contemporanea. Il titolo della mostra, a cura di Ivan Quaroni, si ispira alla hit Someone, Somewhere, in Summertime dei Simple Minds e rende omaggio ai temi iconografici prediletti dagli artisti, tra le voci più originali dell'Italian Newbrow.

I soggetti preferiti di Paolo De Biasi (Feltre, 1966), alle spalle una formazione da architetto, sono gli interni. Spazi più mentali che fisici, luoghi dove i riferimenti alla pittura di Carrà e De Chirico interagiscono ora con l'architettura contemporanea, ora con arredi che sarebbero piaciuti ai creativi del Gruppo Memphis. La passione di Giuliano Sale, classe 1977, sono i ritratti: il suo personalissimo approccio alla figurazione declina in nuove gamme espressive l’immaginario di maestri come di Ingres, Matisse, Bacon.

All’interno dello spazio Little Circus, dedicato ai progetti speciali della galleria, sarà inaugurata la prima personale milanese di Dario Maglionico (Napoli, 1986), che esporrà una decina di tele realizzate negli ultimi due anni tratte dai cicli "Reificazioni" e "Studi del buio".

Dominata da atmosfere surreali e stranianti, la pittura di Maglionico dispiega un immaginario dalle tinte neo-noir: interni di case avvolti nella penombra dove si intrecciano realtà e finzione, ambienti familiari e oggetti domestici che somigliano a teatri del possibile, luoghi misteriosi dove la mimesi realistica si traduce in narrazione simultanea di storie enigmatiche.

Il titolo "Everything at Once" fa riferimento al tema della sincronicità, alla possibilità di narrare sulla tela molteplici storie, un po' come accade nell’era immateriale del web, dove lo spazio è privo di confini e il tempo si è cristallizzato in un eterno presente. Le scenografie domestiche di Maglionico lasciano allo spettatore il gusto di intuire il finale, esprimono «le coincidenze, non infrequenti, tra stati soggettivi e fatti oggettivi».

Quello che accomuna i tre artisti è la capacità di dialogare con la storia e di fondere cultura alta, pop culture, e underground. C’è spazio per la "ripetizione differente" e per intriganti mash-up: la grammatica pittorica si compone secondo una tessitura potenzialmente infinita di variazioni, come accade nel rock.

 

"Qualcuno, da qualche parte" 

Paolo De Biasi - Giuliano Sale

"Everything at Once"

Dario Maglionico - spazio Little Circus

a cura di Ivan Quaroni

Antonio Colombo Arte Contemporanea

Via Solferino, 44

Milano

16 febbraio - 31 marzo