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PITTURA PRÊT-À-PORTER

Giovanni Frangi ha realizzato per Palazzo Fabroni un nuovo progetto espositivo dove ogni opera dialoga con il contesto architettonico e storico dell’edificio. Sonia S. Braga

Pistoia gioiello medievale, "città di pietra incantata" scrigno di inestimabili tesori artistici e architettonici, è capitale italiana della cultura 2017. Tra le iniziative in programma, un anno intero fitto di eventi, la mostra "Prêt-à-porter di Giovanni Frangi", nelle sale di Palazzo Fabroni dal 4 febbraio al 2 aprile.

Il titolo stesso è espressione di un progetto ambizioso, dove ogni opera si lega al contesto architettonico e storico dell’edificio. Così le sale del palazzo rivolte verso il fregio policromo in terracotta invetriata sulla facciata del Ceppo presentano lavori in cui sono protagoniste immagini di selve, boschi, fiumi, foreste e ninfee, mentre gli ambienti che si affacciano sulla splendida pieve romanica di Sant'Andrea accolgono opere in cui l'artista ricorre solo al bianco e nero, mettendo a fuoco la valenza espressiva del segno.

Come spesso accade nelle sue personali - basti pensare alla mostra "Nobu at Elba" alle Scuderie di Villa Panza (Varese, 2004) e più di recente a "Lotteria Farnese" - Frangi trae ispirazione da un luogo e da un contesto preciso. Non pensa a singole tele ma a progetti unitari.

Tecniche miste, grandi teleri su stoffa e polittici autoportanti intrecciano prospettive imprevedibili dando forma forma ora al tema dominante del paesaggio, ora a un simbolico gioco di rimandi con la storia.

Milanese, classe 1959, Frangi esordisce negli anni '80. Nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Tra le personali recenti, "La legge della giungla" (M77 Gallery, Milano) e "Usodimare" al Camec di La Spezia.

Ma per gli appassionati d’arte contemporanea c’è un’altra grande novità.

Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del Contemporaneo aderente all’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI), verrà ampliato nel 2017 grazie al recupero di alcune sale al pianoterra dove, oltre a nuova biglietteria/bookshop, troveranno casa le opere del gruppo di artisti pistoiesi (Roberto Barni, Umberto Buscioni, Adolfo Natalini e Gianni Ruffi) denominato "Scuola di Pistoia", nato nel clima Pop anni ’60. Lo spazio esterno del museo diventerà un ‘giardino d’autore’ contemporaneo inserito nella tradizione del giardino all’italiana, collegato al sistema di verde urbano nella zona settentrionale della città storica.

 

Giovanni Frangi Prêt-à-porter

a cura di Giovanni Agosti

Palazzo Fabroni
via Sant’Andrea, 2
Pistoia
4 febbraio - 2 aprile 2017