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Osservatorio, il nuovo spazio della Fondazione Prada

Con “Give me Yesterday” la Fondazione Prada inaugura Osservatorio, il nuovo spazio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano dedicato alla fotografia contemporanea. Sonia S. Braga

Il 21 dicembre la Fondazione Prada inaugura Osservatorio, nuovo polo espositivo dedicato alla fotografia contemporanea e ai linguaggi visivi in Galleria Vittorio Emauele II, a Milano. Gli spazi recentemente rinnovati coprono una superficie di 800 metri quadrati su due livelli, al quinto e al sesto piano dell'edificio che già ospita la boutique Prada Uomo, con vista sull’Ottagono e sulla cupola in ferro e vetro che copre il "salotto" dei milanesi.

Osservatorio, che già si candida a diventare un punto di riferimento per esplorare le linee di ricerca del nostro tempo, apre i battenti con la mostra "Give me Yesterday" curata da Francesco Zanot, che ha selezionato più di 50 scatti di 14 autori internazionali. Il progetto indaga l'uso della fotografia come diario personale e mise-in-scène del quotidiano in un arco di tempo che va dall’inizio degli anni Duemila a oggi.

Una pratica che ha conquistato i fotografi di ricerca a partire dagli anni Sessanta, «quando tutto ciò che è ordinario, banale, popolare, massificato, viene finalmente sdoganato nel mondo dell'arte e della cultura», spiega Zanot. Interpreti di questa tendenza sono autori del calibro di Nan Goldin e Larry Clark negli Stati Uniti, Terry Richardson e Richard Billingham in Europa.

«A unirli non c’è solo una incondizionata schiettezza dello sguardo, ma anche l'orizzontalità del rapporto con i propri referenti: fotografi e soggetti, in pratica, stanno sullo stesso piano. Sulla scorta di queste esperienze già storicizzate, dagli anni Duemila una nuova generazione di fotografi, impegnati a investigare il proprio universo privato, è cresciuta parallelamente alla proliferazione di piattaforme digitali basate sulla condivisione di immagini».

L'esposizione, in programma fino al 12 marzo 2017, punterà i riflettori sulle immagini di Melanie Bonajo, Kenta Cobayashi, Tomé Duarte, Irene Fenara, Lebohang Kganye, Vendula Knopova, Leigh Ledare, Wen Ling, Ryan McGinley, Izumi Miyazaki, Joanna Piotrowska, Greg Reynolds, Antonio Rovaldi e Maurice van Es, artisti che intrecciano molteplici orizzonti dello sguardo. Si passa da una visione quasi instantanea della fotografia, agli scatti accuratamente allestiti o manipolati in fase di post-produzione, fino ai lavori che utilizzano la componente performativa e concettuale delle immagini per riflettere sui temi dell'identità individuale, sulle proprie origini, sui rapporti intersoggettivi. «All’immersione nell’intimità dell’autore si affianca uno studio: di individui, gruppi, relazioni interpersonali e dello stesso linguaggio fotografico utilizzato per rappresentare tutto questo».