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Vita delle forme

In mostra presso la Galleria C2 Contemporanea di Firenze la nuova serie di acquerelli di Isabella Nazzarri. Sonia S. Braga

Scrive Henri Focillon, storico dell’arte, incisore e finissimo poeta, che «la vita è forma, e la forma è propriamente il modo della vita». La brillante intuizione critica è tratta dal volume La vie des formes, una delle sue opere più celebri che ha suggerito il titolo della personale di Isabella Nazzarri presentata dalla Galleria C2 Contemporanea di Firenze: "Vita delle forme".

Per l’occasione l’artista livornese, classe 1987, espone una nuova serie di acquerelli della serie "Innesti", lavori di medie e grandi dimensioni ispirati al meraviglioso universo della microbiologia che dispiegano un immaginario sognante e fantastico, attraversato da forme fluide e vitali, sospese tra figurazione e astrazione.

C’è, rispetto alle opere del precedente ciclo "Life on Mars", un’energia cromatica ancora più decisa, una pittura dinamica e briosa di raffinata sintesi formale. «Le opere di Isabella Nazzarri hanno una struttura schematica simile a quella dei pattern geometrici e delle texture dei tessuti. Le forme sono, infatti, distribuite sulla superficie della carta con una certa regolarità, tanto da produrre un’impressione ornamentale. Tuttavia, l’impatto esornativo si dissolve non appena ci avviciniamo all’opera per osservare la singolarità di tali forme» spiega Ivan Quaroni, curatore della mostra realizzata con la collaborazione della galleria ABC-ARTE di Genova.

E se la fascinazione dell’artista verso il mondo naturale potrebbe potrebbe evocare le splendide "metamorfosi" di Maria Sibylla Marion, la potenza immaginifica di queste vibranti scritture del cosmo e del caos, «pullulanti di figure mobili e guizzanti, di compagini iridescenti e lampeggianti», elude qualsiasi tentativo di pura rappresentazione. «D’altra parte, per Isabella Nazzarri lo scopo della pittura non è di trasmettere messaggi o di elaborare contenuti, ma semmai di provocare, attraverso il linguaggio visivo, un turbamento, uno scompiglio capace di portare l’osservatore fuori dai suoi abituali schemi cognitivi».

 

"Isabella Nazzarri – Vita delle forme"

a cura di Ivan Quaroni

C2 Contemporanea - con il supporto di ABC-ARTE (Genova)

Via Ugo Foscolo, 6

Firenze